Un team può andare veloce, ma nella direzione sbagliata. Dall'interno non si vede.
Un questionario anonimo di 9 minuti per team da 5 a 20 persone. Al termine della rilevazione il team riceve una fotografia chiara del proprio posizionamento su relazioni e chiarezza, oltre a un punto concreto da cui ripartire. È gratuito perché fa parte di uno studio di validazione aperto.
Tre passi, nessuna configurazione
Due dimensioni, un'ipotesi da verificare
Il Clarity-Relationship Framework incrocia due dimensioni che la ricerca sui team indica da decenni: la qualità delle relazioni (fiducia, sicurezza psicologica, comunicazione, conflitti, appartenenza, emozioni) e la chiarezza del team (obiettivi, ruoli, processi). La chiarezza del contesto organizzativo è misurata a parte, come indicatore: descrive il tempo che fa nell'organizzazione, non un merito del team.
L'ipotesi centrale — che le due dimensioni si amplifichino a vicenda, invece di sommarsi soltanto — è dichiarata come proposizione falsificabile ed è in corso di validazione. Ogni team che partecipa contribuisce a verificarla, in forma anonima e aggregata.
Due rilasci aperti, verificabili da chiunque
Il modello e lo strumento sono depositati su Zenodo con DOI permanente. Potete leggere il paper, scaricare l'item bank in foglio elettronico e usarla per conto vostro: questa pagina è la versione cloud della stessa cosa.

Luca Troso
Il Clarity-Relationship Framework nasce dal lavoro di Luca Troso (ORCID 0009-0007-0230-0786), consulente e formatore organizzativo indipendente, autore di volumi su OKR e cultura organizzativa, su NoCode e intelligenza artificiale e sul modo in cui le organizzazioni inquadrano i propri problemi. Da anni lavora sul campo con team aziendali su obiettivi, ruoli e qualità delle relazioni; da un pilota con circa cinquanta team è nata la revisione dello strumento che trovate qui.
Resta però una domanda che i modelli di team effectiveness lasciano quasi sempre implicita: chiarezza e qualità delle relazioni si sommano, o si amplificano a vicenda? E la chiarezza che un team costruisce al proprio interno è la stessa cosa della chiarezza che riceve dall'organizzazione che lo circonda? Il CRF formalizza queste due domande come proposizioni testabili e le accompagna con un item bank, regole di scoring e un piano di validazione a fasi, rilasciati apertamente.
Lo scopo di questa ricerca non è promuovere un modello, ma metterlo in condizione di essere smentito.
Le domande che fareste voi
È davvero anonimo?
Sì. Nessun nome, email o indirizzo IP; le risposte esistono solo in forma aggregata e il report compare solo da 5 risposte in su. Nemmeno chi ti ha invitato può sapere se hai risposto.
Quanto tempo richiede?
Circa 8 minuti la forma completa (42 affermazioni in 4 parti; 45 se il tuo team ha attivato il modulo opzionale), circa 4 la forma breve. Si può interrompere e riprendere dallo stesso dispositivo.
Quanto costa?
Nulla. Lo strumento è il motore di raccolta dati di una ricerca scientifica pubblicata: partecipando contribuite con dati anonimi allo studio di validazione.
Possiamo confrontare i team fra loro?
No, e non è un limite tecnico: lo strumento non produce classifiche né benchmark. Ogni report parla solo al team che lo ha generato, come base di discussione.
Un punteggio basso è un voto negativo?
No. I punteggi indicano dove guardare per primi, non danno pagelle: i quadranti sono nominati con il focus di miglioramento, mai con un giudizio.
E se rispondiamo in meno di 5?
Il report non viene generato: è la soglia che protegge l'anonimato. Puoi estendere la finestra di raccolta e ricondividere il link al team.